La gatta e divagazioni sul dente estirpato

Oggi un pensiero paradossale mi ha illuminato la giornata, se così si può dire. Finché sopporti e stai male, ti senti in colpa perché non reagisci e ti senti una fallita; quando prendi una decisione e scegli di non sopportare più oltre, allora subentra il senso di colpa per non aver risolto qualcosa ma semplicemente di aver girato intorno al problema. Mi è venuta in mente una metafora: è come se ti facesse male un dente e tu scegliessi di strappartelo via piuttosto che andare da un dentista a fartelo curare. Il dente tolto lascia un vuoto, chissà cosa succederà dopo.

Fortuna che c’è la pacifica gatta, le accarezzi il pelo, la prendi in braccio, lei ti fa qualche fusa e tutto sembra per un attimo migliore. Potere degli animali. La mia gatta è un surrogato di ciò che istintivamente desidero, ma che non posso ammettere di volere. Ma qui stiamo cambiando argomento… Non ho mai sopportato quelli che trattano gli animali come se fossero esseri umani, eppure pur non trattando la gatta come fosse una persona, ma semplicemente un bell’animale che si è affezionato casualmente a me e alla mia calda casa, so che la sua presenza compensa un piccolo desiderio inespresso di maternità, desiderio o istinto, difficile dirlo. Chissà, intorno ai 40 anni avrò riempito la casa di gatti.. :-)

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